
Secondo gli insegnamenti tradizionali più antichi - dei quali è impossibile rintracciare le fonti e che si tramandano in gran parte per via orale - l'uomo è composto di diversi corpi oltre a quello fisico percepibile attraverso i sensi grossolani. Esistono in merito varie classificazioni a seconda della scuola esoterica o della religione che si vuole considerare. Ad esempio nella tradizione cristiana si considerano quattro corpi:
- carnale (corpo fisico)
- naturale (corpo astrale o emotivo)
- spirituale (corpo mentale)
- divino
Sebbene tutte le suddivisioni siano in qualche modo esatte e si discostino tra loro solo in virtù del fatto che spesso cambiano le capacità del chiaroveggente o anche solo il contesto sociale in cui questo si muove e ha il compito di divulgare tali conoscenze, noi ci atterremo alle informazioni provenienti dagli scritti di Alice Ann Bailey e di Arthur E. Powell, ricordando però che nessun dato deve essere preso come assolutamente vero dal praticante fino a quando questi non lo abbia verificato sperimentalmente attraverso un attento lavoro su di sé. Tutto ciò che non può essere provato seguendo i criteri dell'esperimento non possiede alcun valore.
Secondo quanto riportato in tali scritti - e da noi verificato attraverso la pratica - l'uomo possiede tre corpi:
1- FISICO (a sua volta suddiviso in fisico denso e fisico ETERICO)
2- EMOTIVO (più conosciuto come ASTRALE, e in alchimia come Fluidico o Mercuriale)
3- MENTALE
Nell'uomo ordinario questi tre corpi esistono in una manifestazione non ancora perfetta. Sulla perfezione del corpo fisico e sulla capcità dell'uomo di controllarlo stendiamo un velo pietoso: è sufficiente un raffreddore per impedirci di alzarci dal letto e non saremmo in grado di lavorare per una notte intera senza cominciare a piangere!
Per quanto concerne il corpo astrale, esso, nella maggioranza delle persone è poco più di una massa di materia astrale disorganizzata, i cui movimenti e impulsi sfuggono quasi completamente al controllo dell'individuo. D'altronde è una verità osservabile tutti i giorni quanto sia ancora primitiva la capacità di gestione delle proprie emozioni, desideri e passioni da parte dell'uomo medio.
Tutto ciò è ancor più vero per quanto concerne il mentale, a tal punto che spesso egli non ha nemmeno il più vago sentore di talune sue capacità latenti. L'individuo comune infatti non sa di poter mutare la realtà attraverso il potere della sua mente concentrata e non riesce a concepire di poter rappresentare l'ente divino incarnato.

È compito del Mago disciplinare e rafforzare - «fissare» - i tre corpi che rappresentano la sua PERSONALITA' (fisico, emotivo e mentale) mentre ancora vive nel mondo fisico, e al contempo fabbricare i tre corrispondenti « corpi superiori » a partire dalle sostanze che i tre inferiori gli mettono a disposizione. Questo coincide con la possibilità di trasferire la sua coscienza in questi corpi superiori - riassunti nell'espressione «corpo di gloria» o «corpo dell'anima» - e quindi di aprire la sua vista su differenti dimensioni della realtà.
Tali corpi superiori sono:
3- Mentale superiore (o CAUSALE)
2- Emotivo superiore (o BUDDHICO)
1- Fisico superiore (o ATMICO)
L'uomo la cui unica possibilità di coscienza è legata al cervello della macchina biologica dovrà sempre sottostare agli impulsi provenienti da tale macchina. I bisogni e i desideri della sua personalità - la macchina - lo governano e lo trascinano lungo la vita. La sua esistenza è allora una serie di reazioni meccaniche della personalità all'ambiente circostante. Egli è un completo schiavo dei suoi istinti inferiori.
Il Mago che abbia « fissato » uno dei corpi sottili inferiori, o « cristallizzato » uno di quelli superiori - e abbia trasferito in esso il suo centro di consapevolezza - può liberamente aprire la propria coscienza su quel piano superiore e muoversi liberamente utilizzando il nuovo corpo, così come faceva con il corpo fisico nel mondo fisico. Su tale piano egli acquisisce l'autorità per dirigere il corpo anziché subirne i capricci.
Egli può ad esempio allontanarsi temporaneamente dal piano fisico per portare aiuto a un singolo o a una comunità muovendosi sul piano astrale o su quello mentale, da dove si può agire con maggiore efficacia. Oppure può ricercare su questi piani i contatti per acquisire maggiori conoscenze in ogni campo del sapere.
Una delle spiacevoli conseguenze derivanti del rimanere completamente identificati con una macchina biologica è il fatto di dover morire con essa. Chi si è limitato ad essere un cervello lungo tutta la sua esistenza... morirà quando morirà quel cervello. Un essere umano che crede di essere i suoi pensieri e le sue emozioni, che perde ogni capacità razionale se messo di fronte al tradimento del proprio partner, che si arrabbia o si deprime come un bambino, come può sperare di avere in sé la forza necessaria per sopravvivere coscientemente all'evento della morte?
Quando l'anima lascia il corpo fisico, occupa comunque il corpo mercuriale, o astrale, ma l'individuo, non avendo ancora sviluppato la capacità di essere consapevole nell'astrale, si troverà in uno stato di semi-incoscienza nel nuovo ambiente. Sarà comunque consapevole di sé, ma in una sfera simile a quella del sogno. Quale è infatti il grado di coscienza astrale dell'uomo medio? Lo si può facilmente dedurre dai sogni.
Quando l'uomo sogna si trova nel suo corpo astrale, proprio come lo sarà dopo la morte, quindi è sufficiente che osservi quanto è lucida la sua coscienza durante i sogni per ricavare con buona approssimazione quanto sarà lucido dopo la morte. Nel sogno percepisce ciò che accade intorno a lui ma è solo vagamente cosciente di sé come individuo. È uno stato di semi-incoscienza difficile da descrivere: l'uomo sa ancora di esistere... ma non perfettamente come potrebbe saperlo sulla Terra fisica.
Solitamente la sua percezione dell'ambiente durante i sogni è piuttosto vaga ed egli non è in grado di decidere nulla circa gli avvenimenti, sebbene sia convinto del contrario; in realtà viene letteralmente trasportato dagli eventi circostanti. Non stabilisce i luoghi da visitare, né le persone da incontrare; non può gestire la sua forza, né la sua capacità di spostarsi. Tutto gli accade e lui è un burattino semi-incosciente nelle mani delle sue emozioni e dei suoi istinti, i quali decidono di quale commedia egli diviene protagonista di volta in volta. Un destino simile lo attende da disincarnato.
Se invece un uomo si dedica all'Ars Regia durante l'incarnazione, può sviluppare la coscienza astrale, può cioè cristallizzare il suo corpo mercuriale e divenire pienamente cosciente in esso pur rimanendo vivo in quello fisico. Il vero chiaroveggente è colui che può decidere di spostare in ogni momento la sua coscienza dal fisico all'astrale e viceversa, percependo ora un mondo ora l'altro. Tale uomo è anche capace di sogni lucidi, cioè di sogni nei quali lui si muove nel mondo astrale con la stessa piena coscienza con cui lo fa nel fisico, stabilendo dove andare e quali entità incontrare.
Un giorno si cristallizzerà anche il suo corpo mentale e verrà risvegliata la sua consapevolezza in esso. Gli si aprirà un mondo a cinque dimensioni - non più le tre del cervello fisico o le quattro dell'astrale - e assumerà nuovi poteri eccezionali, ma anche questo evento non garantisce l'immortalità assoluta.
L'immortalità ottenuta in tal modo è ancora relativa. Si parla di "sopravvivenza alla morte fisica" più che di immortalità. Il corpo « fluidico » e il corpo mentale vanno infatti anch'essi soggetti a disgregazione e prima o dopo moriranno. L'alchimista deve allora proseguire indefessamente l'Opera - l'Opus Magnum - che gli consente di fabbricare un «corpo di gloria» e realizzare l'identificazione con l'anima ( Albedo ): questa è la vera immortalità. La « fissazione » dei corpi sottili inferiori (astrale e mentale) che permette di sopravvivare alla morte pur senza aver aperto il Cuore ed essersi identificati con l'anima, costituisce un "effetto collaterale" del lavoro magico/alchemico, il cui fine rimane sempre la realizzazione della propria identità animica (nell'Albedo) e dell'identità divina (nella Rubedo).
Impegnarsi in funzione dell'ottenimento della sopravvivenza astrale, della visione astrale o dell'attitudine a viaggiare in astrale... costituisce un comportamento infantile, da ascriversi alla Bassa Magia, se non addirittura alla Magia Nera qualora venga fatto per fini egoistici.
Credere che ogni uomo possegga un'anima immortale per diritto di nascita è altrettanto folle che non credere all'esistenza dell'anima e della vita dopo la morte. La « coscienza dell'anima » e la conseguente immortalità sono possibili solo nella misura in cui un uomo lavora per ottenerle lungo tutta la sua incarnazione.
Il corpo astrale dell'uomo è un veicolo non dissimile dal corpo fisico, circondato da un'aureola di colori sfolgoranti e costitito di un ordine di materia più fine di quella fisica. Per mezzo di tale corpo si esprimono le sensazioni, le passioni, i desideri e le emozioni, ed esso agisce quale ponte di congiunzione tra il corpo fisico e il corpo mentale.
Il corpo astrale interpenetra il corpo fisico ma si estende anche tutt'intorno, come una nuvola. Quella parte dell'astrale che si può osservare al di là dei limiti del corpo fisico è comunemente detta aura astrale. La parte centrale del corpo astrale prende esattamente la forma del corpo carnale ed appare quindi più solida e definita della circostante aura, la quale è invece molto più rarefatta.
Una delle caratteristiche del corpo mercuriale è l'incessante gioco di colori, i quali sono l'espressione nella materia astrale dei sentimenti, delle passioni e delle emozioni dell'individuo.
Ecco un elenco dei principali colori e delle corrispondenti emozioni che essi esprimono (la fonte è "Il corpo astrale e relativi fenomeni" di A. E. Powell, a cui si rimanda per approfondire lo studio):

Nero: odio e malizia.
Lampi di rosso scuro su sfondo nero: collera.
Nube scarlatta: irritabilità.
Scarlatto vivo: nobile indignazione.
Rosso sangue e rosso cupo: sensualità.
Grigio-bruno: egoismo.
Bruno-verdastro illuminato di lampi scarlatto: gelosia.
Grigio: depressione.
Grigio livido: paura.
Rosa: amore non egoista.
Arancio: orgoglio o ambizione.
Giallo cupo: intelletto usato per fini egoistici.
Giallo primula: intelletto votato a scopi spirituali.
Giallo oro: intelligenza pura applicata a filosofia o matematica.
Verde-grigio: astuzia usata per ingannare.
Verde smeraldo: versatilità, ingegnosità altruista.
Blu cupo: sentimento religioso.
Blu chiaro: devozione a un nobile ideale spirituale.
Ultravioletto: sviluppo delle facoltà psichiche del Mago per fini elevati.
Infrarosso: basse facoltà psichiche del Mago Nero.
In proposito si veda ancora "Il corpo astrale e relativi fenomeni" di A. E. Powell.
Sul piano astrale è possibile per il Mago produrre svariati fenomeni:
- La proiezione: chi ha raggiunto un dominio completo del corpo astrale può lasciare il corpo fisico non solo durante il sonno notturno, ma anche a suo piacere durante il giorno per spostarsi verso paesi lontani anche a grande distanza dal corpo fisico. L'inattività del corpo fisico, lasciato in un luogo sicuro, è una condizione necessaria per realizzare tali spostamenti.
- La disintegrazione di oggetti.
- L'apporto di oggetti, cioè il loro trasporto a grande distanza una volta disintegrati, per poi ricostituirli perfettamente una volta a destinazione.
- La materializzazione: il Mago, mentre si trova nel suo corpo astrale, può attirare dalla materia ambientale particelle di materia eterica o fisica al fine di materializzarsi a sufficienza fino a diventare visibile fisicamente in un dato luogo.
- La levitazione di corpi od oggetti per inversione della forza di gravità.
Testi sull'argomento:
IL CORPO ASTRALE - E RELATIVI FENOMENI
Arthur E. Powell, Alaya Edizioni, Diegaro di Cesena (FC) (1927)
IL PIANO ASTRALE
C.W. Leadbeater, Edizioni Teosofiche Italiane (1896)
TERRA DI SMERALDO - TESTIMONIANZE DALL'OLTRECORPO
Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) (1983)
RACCONTI D'UN VIAGGIATORE ASTRALE
Anne e Daniel Meurois-Givaudan, Edizioni Amrita, Giaveno (TO) ()
LO YOGA PER NON MORIRE
Tommaso Palamidessi, Edizioni Grande Opera, Roma (1949)
Questo piccolo ma fondamentale testo è inedito da anni. Può essere rintracciato solo in fotoriproduzione, al prezzo di 8 euro, presso la Libreria Ecumenica di Milano.