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Vampiri - Iniziazione |
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Il praticante occulto che è riuscito a ottenere un certo controllo del corpo astrale, si ritroverà quindi con un corrispondente grado di coscienza nel mondo astrale dopo la morte dell’involucro fisico. Continuerà, cioè, ad essere cosciente di sé anche nell'aldilà. Tale grado di consapevolezza di sé dipende dalla misura con cui è riuscito, attraverso le pratiche quotidiane, a trasferire la sua coscienza in tale corpo. Non ci dilungheremo qui sulla natura di tale piano e su quanto è possibile fare una volta entrati in esso, sono argomenti affrontati in altre pagine del sito. Una cosa però è certa, anche tale corpo è soggetto a logoramento e giungerà un giorno a consumazione, sebbene in tempi molto più lunghi rispetto al corpo di carne. E il praticante lo sa. L'unica via certa per l'immortalità è infatti l'identificazione completa con l'anima, il « corpo di gloria ». Il percorso magico/alchemico condotto solo fino a un certo punto, non può donare l'immortalità. Esiste però un modo per prorogare – ma non per evitare – tale epilogo: imparare da un vampiro anziano, attraverso una trasmissione orale da maestro ad allievo, la tecnica del vampirismo. Si tratta di ottenere una pseudo-immortalità agendo per mezzo della Magia Nera, quando il corpo fisico è ancora in vita. Nel vampirismo si fa in modo che il corpo venga conservato in uno stato di perenne trance catalettica, tra la vita e la morte, nascosto in un luogo sicuro. Perché non muoia deve essere però alimentato con la trasfusione di energia vitale assorbita da altri esseri umani mediante l'utilizzo del suo corpo astrale semi-materializzato. In altre parole, il vampiro nelle ore notturne abbandona il suo corpo fisico e, spostandosi nel suo corpo astrale (è quindi divenuto in grado di effettuare i viaggi astrali), va a caccia di prede cui sottrarre energia vitale. Al ritorno nel suo involucro di carne egli infonde la nuova energia in tale corpo, e questo gli consente di tenerlo in vita. Per mezzo di una particolare tecnica può rivestirsi di atomi di materia fisica e rendere il suo corpo astrale semi-materiallizzato: sarà allora visibile agli occhi delle vittime, ma non catturabile dagli specchi. In tale veste "succhia la vita" alle persone: più il suo corpo astrale riesce a ricoprirsi di materia fisica e quindi a concretizzarsi sul nostro piano, più è materiale la forma dell'energia che egli sottrae, al punto da poter letteralmente succhiare il sangue dal corpo fisico delle persone e trasfonderlo poi nel suo proprio corpo giacente, di norma, in una bara. Nel sangue è infatti racchiusa l'energia solare/vitale dell'essere umano.
Attraverso il vampirismo egli raggiunge lo scopo di ritardare la sua morte definitiva e quindi il suo destino finale; commette però un gran numero di delitti che gli preparano una futura sempre più penosa permanenza nelle sfere più basse del piano astrale, conosciute come “infernali” nel linguaggio comune. Tenere in vita il corpo di carne serve proprio a perpetuare il legame con il piano fisico evitando che il corpo astrale si allontani progressivamente dal piano terrestre e si addentri nel mondo astrale per precipitare nei sui infimi recessi. Tale legame con il suo corpo fisico permette anche al vampiro di continuare a trarre sempre nuova linfa dalle creature umane del mondo materiale della cui vita/sangue egli si nutre. La sopravvivenza post-mortem così ottenuta dal vampiro è sempre parziale; l'unica immortalità assoluta è quella frutto di un lavoro magico/alchemico protratto fino al compimento finale. Questa è l'Opera cui si sono consacrati tutti i maghi/alchimisti seri del passato: Alberto Magno, Nicolas Flamel, Marsilio Ficino, Paracelso, Enrico Cornelio Agrippa, John Dee, il Conte di Saint Germain, Alessandro conte di Cagliostro, Fulcanelli, MacGregor Mathers, Georges I. Gurdjieff, Aleister Crowley... e tanti altri meno conosciuti. Tale lavoro conduce all'identificazione completa con l'ente eterno per eccellenza: l'anima, o Sé. Esiste anche il vampiro che si crea solo dopo la morte, senza un precedente intervento della Magia Nera. Può capitare, per esempio, ad alcuni individui morti suicidi che, una volta dall'altra parte, si rendano conto di non essere riusciti a "mettere fine alla vita", ma solo di essere passati in un altro ambiente, e quindi, accompagnati da un carattere senza scrupoli, decidano di vampirizzare l'energia dei vivi per restare vicini al mondo materiale. La tecnica resta la stessa: muovendosi nel corpo astrale rubano l'energia vitale, e a volte anche il sangue fisico, delle loro vittime, e quando all'alba tornano nel corpo, trasfondono in esso il sangue/energia, tenendolo così in una sorta di "sospensione" tra la vita e la morte. Può capitare anche a individui malvagi morti in circostanze drammatiche. Questo genere di vampirismo non è però potente come il primo, in quanto, considerazione non da poco, qui la morte del corpo è già avvenuta e quelli del vampiro sono tentativi disperati di arrestarne la decomposizione, la quale non può essere prorogata all'infinito. Inoltre, non essendo tale vampiro un iniziato delle « arti occulte » la sua capacità di gestire il corpo astrale è limitata e le sue facoltà intellettuali nel mondo astrale restano simili a quelle di un animale. Bibliografia: |
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