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Vampiri - Chi è il Vampiro? |
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A questo link il giornalista Mike Plato descrive in maniera piuttosto attinente al vero cosa è il vampirismo: Mike Plato - intervista a Uno Mattina su Rai 1 Egli vuole allora poter sopravvivere in qualche modo alla inevitabile dissoluzione del corpo fisico pur non operando una reale “sintesi con l’anima”, risultato, quest’ultimo, che è possibile ottenere solo intraprendendo fino in fondo il sentiero di risveglio spirituale che conduce alla vera immortalità. La vera immortalità si ottiene infatti proprio "morendo a se stessi", cioè al proprio ego, per rinascere poi come Uomo Nuovo. Il corpo astrale lo abbiamo tutti, infatti lo utilizziamo per viaggiare durante le esperienze di sogno, ma solo pochi di noi sono in grado di utilizzarlo coscientemente come involucro per spostarsi anche in stato di veglia e compiere i cosiddetti « viaggi astrali ». Ciò implica che, alla stessa maniera, pochi di noi saranno in grado di usarlo coscientemente dopo l’esperienza della morte. Ci ritroveremo nel corpo astrale, ma ne avremo la stessa padronanza che un fanciullo di due anni può avere del suo corpo fisico: saremo trasportati dagli eventi del mondo astrale in uno stato di semi-incoscienza simile, appunto, a quella che si ha nel sogno. Quanti di noi, infatti, sono capaci di fare « sogni lucidi », all’interno dei quali possono decidere delle loro azioni? Allo stesso modo saremo solo parzialmente in grado di decidere delle nostre azioni dopo la morte. Le pratiche che consentono a un essere umano, maschio o femmina che sia, di spostare la sua coscienza nel corpo astrale in modo da servirsene a piacimento, sia in vita che dopo la morte, riguardano gli esercizi di « ricordo di sé » e l'utilizzo consapevole dell’Energia Sessuale. Conoscenze provenienti dall'antica Atlantide e recentemente ritrasmesse da Georges I. Gurdjieff, P.D. Ouspensky, E.J. Gold e Robert Burton. Tali argomenti vengono ampiamente trattati all'interno di questo sito, che è incentrato sul lavoro psicologico/alchemico. Il percorso iniziatico, se condotto fino al compimento ultimo, consente sia di ottenere la capacità di trasferirsi nel corpo astrale - il che conduce alla sopravvivenza dopo la morte -, sia la successiva e più importante capacità di identificarsi con l'anima stessa - il che conduce all'immortalità vera e propria. Stiamo parlando di due differenti gradi iniziatici: nel primo stadio l'individuo resta ancora attaccato alla materia e all'ego, in quello successivo ne è invece totalmente distaccato. |
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