Si è deciso di trattare di questo argomento in quanto il fenomeno vampirismo ci risulta essere molto più diffuso di quanto normalmente non si creda. A causa del costante incremento della frequenza vibratoria del pianeta, le interazioni fra il « piano astrale » (quello, per intenderci, dell'oltretomba) e il nostro piano materiale diventano ogni giorno più frequenti. I vampiri sono un'invisibile realtà di cui nessuno sospetta, ciò nondimeno sono molti gli esseri umani che vengono "vampirizzati" della propria energia vitale a opera di creature che agiscono dal piano astrale. Ci sembra quindi giusto, nonché urgente, divulgare quante più conoscenze possibili riguardo l'argomento. Come sempre... l'ignoranza tiene schiavi, la conoscenza libera.
Affinché si possa condurre uno studio scevro di pregiudizi circa i vampiri, è innanzitutto necessario spazzare via dalla propria mente il concetto che essi facciano parte di antiche superstizioni popolari o che siano nati dalla fantasia degli scrittori. I vampiri sono sempre esistiti ed esistono tuttora. Costoro sono esseri umani che hanno condotto in maniera parziale e imperfetta il percorso magico/alchemico che conduce l'individuo a identificarsi con la sua anima immortale. Essi sono infatti riusciti a trasferire la propria coscienza nel « corpo astrale », con il fine di sopravvivere dopo la morte, ma non hanno voluto o potuto proseguire il cammino fino ad abbandonare totalmente l'ego e identificarsi con la purezza dell'anima.
Già all'interno di necropoli preistoriche sono stati rinvenuti cadaveri che recano delle pietre piantate nel corpo; ciò fa supporre la credenza in quei popoli che taluni individui potessero tornare dall'aldilà qualora non venissero uccisi secondo un ben preciso rituale. Che la tradizione dei vampiri tragga origine dalla vita del conte Vlad Tepes (1430-1476), detto l'impalatore, a cui il romanziere Bram Stoker si sarebbe ispirato per la sua opera "Dracula" (1897), rappresenta quindi una grossolana falsità. Su alcune iscrizioni tombali persiane risalenti al 2300 a.C. è raffigurato un uomo che lotta contro un mostro intenzionato a succhiargli il sangue. La stessa tipologia di reperti compare già nel VII secolo a.C. anche in Cina, Assiria, presso i Maya, gli Indiani, i Polinesiani ed anche presso i discendenti dei Vichinghi. Le coincidenze tra le svariate testimonianze di popolazioni così distanti e diverse tra loro per cultura e credenze religiose dovrebbero far riflettere anche quegli studiosi intellettualmente microdotati che di norma affrontano l'argomento negando l'esistenza effettiva del fenomeno.
In ogni caso qui non si vuole dimostrare niente a nessuno. Basta con libri e articoli che sciorinano elenchi di leggende popolari nella speranza di poter dimostrare agli scettici la reale consistenza del fenomeno! La verità di tale fenomeno può essere solo sentita interiormente, cioè avvertita sul piano intuitivo come una certezza indubitabile, e a nulla vale cercare di convincere gli altri sul piano intellettuale.
È possibile studiare i vampiri solo se si posseggono le corrette informazioni di matrice occulta riguardanti la sopravvivenza del « corpo astrale » e la vita dell'individuo dopo la morte. Gli autori che parlano di vampirismo lo fanno di norma nell'ignoranza più completa (una rara eccezione è costituita da Frater Piarus, che ha pubblicato "Vampiri" per le edizioni Venexia); non è infatti possibile trattare l'argomento con cognizione di causa se non si è mai provato un vero « sdoppiamento astrale » comprendendo solo così cosa sono in grado di fare i vampiri. Si noti per inciso che l'irlandese Bram Stoker, occultista di una certa fama, era affiliato alla Golden Dawn (tale affiliazione è segnalata ne "Il mattino dei maghi", di Pauwels e Bergier), società esoterica di cui fecero parte molti personaggi in vista del tempo, tra cui ricordiamo il poeta simbolista William Butler Yeats, il Gran Maestro Samuel Liddel Mathers (meglio conosciuto come Mc Gregor Mathers), Arthur Machen, Thomas S. Elliot, Algernon Blackwood, Rudyard Kipling... e il noto mago/occultista Aleister Crowley, che negli anni successivi avrebbe riportato in auge la magia cerimoniale.
Stoker possedeva dunque il genere di conoscenze indispensabili al fine di trattare l'argomento secondo il rigore delle scienze occulte. Compì inoltre una meticolosa ricerca sulle leggende e le antiche tradizioni popolari, e infine si ispirò alla figura del conte Vlad per ammantare di nobiltà e di storicità il suo personaggio, ma pare che tale conte nella realtà nulla avesse a che vedere col fenomeno del vampirismo. Stoker scoprì il nome Dracula quando aveva già completato il manoscritto, dove il vampiro fino a quel momento veniva da lui chiamato semplicemente "Count Wampyr". Solo poco prima della pubblicazione gli capitò di leggere di questo personaggio su un trattato di storia dove compariva un paragrafo dedicato a Vlad Dracula, e quindi decise di utilizzarne il nome.