IMMAGINAZIONE NEGATIVA

Ogni secondo di « ricordo di sé » penetra l'"immaginazione" e apre una breccia nell'eternità.
Robert E. Burton

Abbiamo constatato quanto sia pericoloso giustificare e alimentare le emozioni negative, ma abbiamo altresì constatato che esse sono la base di partenza per la nostra futura gioia e per la fabbricazione dei "corpi sottili". Adesso possiamo decidere di lavorare con la "materia emozionale", però, dal momento che una grande percentuale di emozioni negative origina dall'immaginazione negativa si dovrà compiere un parallelo e attento lavoro anche su quest'ultima. Per amor di precisione apriamo quindi una parentesi dove illustriamo la differenza fra immaginazione negativa e « visualizzazione ».

Santos Defeated, dal sito www.dorianart.com

Immaginazione negativa. Rientra sotto questa dicitura ogni genere di immaginazione o "dialogo interno" che avviene nella nostra macchina biologica e non è da noi né voluto né controllato. La sua pericolosità sta in due caratteristiche:
a) da essa trae origine la maggior parte delle emozioni negative che proviamo durante la giornata;
b) essa è in grado di far riaffiorare e poi alimentare un'emozione negativa anche a distanza di ore, giorni o mesi dall'evento che ha causato tale emozione.
Facciamo qualche esempio del primo genere: alla vigilia di un esame o di un colloquio di lavoro la nostra mente comincia a costruire situazioni immaginarie che incrementano la tensione e la paura. Alla vigilia di un incontro con un parente per il quale non proviamo alcuna simpatia la nostra mente costruisce dialoghi immaginari in cui si arriva agli insulti o alle percosse. Mentre il nostro partner è in vacanza con amici la nostra mente immagina senza freno situazioni di tradimento oppure disgrazie come incidenti o malattie. L'ipocondria è immaginazione negativa. Ogni pensiero ossessivo origina dall'immaginazione negativa. Tutte queste immaginazioni fanno fremere la nostra macchina a livello emotivo come se stessimo vivendo le situazioni immaginate.
Facciamo ora qualche esempio del secondo genere di immaginazione negativa: dopo un incidente stradale nel quale ci siamo infuriati con l'altro automobilista andiamo a casa e trascorriamo ore a pensare a cosa gli avremmo detto o a cosa gli avremmo fatto, riprovando così la stessa emozione di rabbia e frustrazione. Ripensando a una situazione spaventosa riproviamo ripetutamente la stessa paura e ripensando al partner che ci ha lasciato riproviamo per mesi la stessa nostalgia per i momenti belli passati insieme. Ripensando a quel politico o a quell'evento sociale inaudito costruiamo mentalmente situazioni in cui noi litighiamo con quel politico o interveniamo con violenza per risolvere una situazione; allora la nostra macchina vibra di fastidio o rabbia.
Le emozioni negative scaturite dall'immaginazione negativa producono sull'ambiente tutti gli effetti descritti nel capitolo sulle emozioni negative. Il fatto che tutto avvenga nella nostra mente non fa alcuna differenza, in quanto la macchina quando pensa emette le sue basse vibrazioni e i suoi pensieri-spazzatura nello spazio.

A ben guardare fanno parte dell'immaginazione negativa pure tutti quei "dialoghi interni" e quelle scene da film che la nostra mente immagina e che non producono emozioni negative, ma ci fanno invece provare piacere o gratificazione personale. Nei nostri sogni a occhi aperti immaginiamo di vincere alla lotteria, di avere un incontro amoroso con un famoso attore, di avere successo sul lavoro, di fare un bel discorso con gli amici, di essere gli eroi o i Maestri in mille situazioni.
Anche tutti i 'sogni a occhi aperti' riguardanti il nostro partner, di cui siamo follemente innamorati, rientrano nell'immaginazine negativa, e un giorno, quando ci abbandonerà, invece che dai sogni saremo ossessionati da scene di gelosia, violenza, vendetta e disperazione.
Inizialmente i 'sogni a occhi aperti' non causano rabbia o paura, tuttavia possono causare emozioni di gratificazione, euforia, senso di esaltazione personale che appartengono sempre al mondo della macchina e che, in quanto tali, sono anch'esse frutto di una visione alterata della realtà. Con il loro manifestarsi rendono tale visione sempre più allucinata, inoltre, prima o poi, richiameranno inevitabilmente - per effetto della Legge di Compensazione - una dose corrispondente di emozioni negative (vedi l'euforia dovuta all'innamoramento e le corrispondenti rabbia e depressione dovute all'abbandono).
Resta il fatto che quando cominciamo a contrastare l'immaginazone negativa, all'inizio ci conviene concentrare la nostra attenzione su quei pensieri direttamente collegati a emozioni negative (lamentela, rabbia, giudizio, ansia, tensione, ecc), perché più dannosi dal punto di vista dello spreco di energia e più facilmente distinguibili nella miriade di oziosi pensieri quotidiani.

Visualizzazione. Accenniamo alla visualizzazione perché tale concetto viene talvolta confuso con quello di immaginazione negativa e si pensa che eliminare quest'ultima significhi togliere all'uomo anche la sua facoltà di sognare e di creare.
Niente paura, queste magnifiche facoltà umane permangono e fanno appunto parte della visualizzazione. Questa è l'indispensabile capacità di immaginare e costruire col pensiero in maniera voluta e cosciente. Immaginare cosa si dirà prima di un incontro importante è molto utile se lo si fa in maniera controllata, cioè senza ripetere le stesse scene ossessivamente per decine di volte e, soprattutto, senza scivolare nella tensione e nell'ansia (emozioni negative).
Anche ricostruire la scena di un incidente o il filo dei discorsi che si sono fatti in una certa occasione è molto utile ed è anche un buon esercizio di addestramento della mente, ma anche qui è indispensabile non farlo con il fine di replicare le stesse basse emozioni - il che rientrerebbe nell'immaginazione negativa.
Inoltre la visualizzazione è un elemento importante della creatività: gli artisti creano i mondi che poi rappresentantano nelle loro opere immaginandoli, ma ciò è ben diverso dal sognare a occhi aperti di vincere alla lotteria o di diventare un messia che salva l'umanità.

Ricordo di sé. Durante la giornata, ogni volta che ce ne ricordiamo, dobbiamo chiederci cosa stiamo pensando e perché. È sufficiente porsi una domanda: "Avevo il controllo di ciò che stavo pensando, oppure no?". Tutte le volte che non siamo stati noi a voler iniziare coscientemente un certo processo di immaginazione, ciò significa che esso è venuto da sé e ci sta usando, rubandoci preziosa energia. È pertanto meglio interromperlo iniziando un'attività che tenga occupata la mente e le impedisca di sprecare le nostre forze nel sogno a occhi aperti.
Come un giovane fiorente d'un tratto si accorgesse di tenere legata al collo la carogna di una serpe o una carogna di cane o una carogna umana e spaventato, raccapricciando e rabbrividendo, subito se la strappasse e la gettasse via.
(Majjhimonikáyo, XX)
Su tutto questo, nota: in primo luogo, che è necessario arrestare il pensiero o sentimento al suo apparire. Va come colto al volo, prima che prenda terra nella tua anima e vi si diffonda. Previeni. Soffoca in germe. Fatti agile, labile, pronto a distaccarti e a sottrarti.
Abraxa, Gruppo di Ur

Il modo migliore per gestire l'immaginazione negativa è il ricordo di sé. Nel momento in cui cominciamo a essere ossessionati da pensieri disturbanti - gelosia, ansia, paura o giudizio verso gli altri - dobbiamo portare l'attenzione su noi stessi, sul qui-e-ora. Non è importante l'oggetto della nostra immaginazione negativa, ma solo il fatto che in quel momento non ci stiamo ricordando di noi e siamo totalmente identificati con i meccanismi psicologici della personalità. A noi pare un argomento di importanza vitale, qualcosa di essenziale per la nostra vita, invece è solo frutto dell'illusione provocata dalla macchina biologica. Il ricordo di sé è vera vita, mentre l'identificazione con qualche problema della personalità è tempo perso... qualunque sia l'oggetto delle nostre preoccupazioni. Non c'è differenza fra i vari argomenti; l'unica differenza è fra "sonno" e ricordo di sé. La personalità è la nostra parte animale, ed essa avrà sempre un motivo per lamentarsi, per essere infelice o ansiosa. Ciò che deve morire avrà sempre paura di morire.

Talvolta l'identificazione con un problema può essere davvero pesante e le emozioni negative molto dolorose e durature. Solo nella misura in cui ci siamo esercitati nel ricordo di noi stessi durante i momenti più tranquilli della nostra vita, troveremo la forza per ricordarci di noi nel corso dei periodi difficili. Non si può sperare di svolgere qualche esercizio ogni tanto e poi saper affrontare con equilibrio una disgrazia. Si raccoglie solo ciò che si è seminato.
In ogni caso lo scopo non è scappare dalla sofferenza: il ricordo di sé non permette l'estinzione della sofferenza e dei pensieri ossessivi legati a questa sofferenza, bensì la loro osservazione e trasmutazione. Dobbiamo essere p r e s e n t i mentre la macchina si contorce dal dolore perché è stata abbandonata dal partner o ha perso il lavoro. Questa presenza - il ricordo di sé - è sufficiente perché a livello alchemico si verifichino dei processi di trasmutazione. Il fatto che riusciamo a restare presenti durante la sofferenza della macchina significa che già esiste in noi un « testimone » (il maggiordomo degli insegnamenti di Gurdjieff). Questo « testimone » opera profondamente e in silenzio la fabbricazione dei "corpi sottili". Dobbiamo rassegnarci al fatto che su questo pianeta si soffre - e talvolta si soffre anche molto - ma possiamo decidere se sfruttare tale sofferenza a nostro vantaggio oppure continuare a subirla passivamente.

Testi sull'argomento:
OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicità incondizionata
Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006)
RISVEGLIO
Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni, Torino (2007)
IL POTERE DELLA KABBALAH
Yehuda Berg, Tea, Milano 2005 (2004)
L'APERTURA DEL CAMMINO
Isha Schwaller de Lubicz, Edizioni Riza, Milano 1999 (1985)
LA QUARTA VIA
P.D. Ouspensky, Astrolabio-Ubaldini, Roma 1974 (1921-1946)
LA MACCHINA BIOLOGICA UMANA
E. J. Gold, Edizioni Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 1999 (1991)

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