
Che posso dirti di più, figlio? Soltanto questo: una visione semplice si è prodotta in me... Sono uscito da me stesso ed ho rivestito un corpo che non muore. Ora, non sono più lo stesso, ho avuto nascita intellettuale... Non sono più colorato, tangibile, misurabile. Non vedo più i corpi nelle tre dimensioni. Tutto ciò mi è estraneo... e non è con gli occhi fisici che ora mi si può vedere.
dal Corpus Hermeticum
In realtà l'osservatore, il maggiordomo e il padrone di casa sono il risultato del progressivo spostamento del centro di consapevolezza dell'individuo dal cervello al Cuore. Il che equivale al passaggio dal corpo fisico al « corpo di gloria », o dalla personalità all'anima.
L'Opera al Nero e l'Opera al Bianco si muovono parallelamente. Durante il procedere della prima avanza anche la seconda. In queste fasi del lavoro alchemico ci si distacca sempre di più dalla personalità, ma al contempo si costruisce già il « corpo di gloria », il « vaso dell'anima ». Ci si allontana dalla caotica e irrefrenabile attività del cervello, ma solo per traslarsi ogni giorno di più in un nuovo organo di senso: il Cuore. La conclusione si ha nell'identificazione completa dell'Io con l'anima, il che implica l'apertura del Cuore all'amore e la capacità dell'individuo di agire coscientemente nel suo corpo fluidico, o astrale.
L'apertura del Cuore altro non è che la ricezione del donum dei, cioè la fabbricazione in sé del Lapis Philosophorum. La tanto agognata Pietra Filosofale è in verità l'attitudine a provocare in sé stessi l'amore - attraverso un cosciente utilizzo del centro del Cuore - e a indirizzarlo nelle opere magiche quali la guarigione o la trasmutazione.
Nessuna vera opera magica è fattibile se non a partire da uno stato di innamoramento.
Le opere, per quanto straordinarie, compiute sfruttando poteri psichici - innati o acquistati con l'esercizio - anziché il « donum dei », fanno parte della Magia Nera e producono un effetto limitato nel tempo, oltre che provocare un karma negativo per l'operante.
È infatti possibile agire coscientemente nel corpo astrale, o sviluppare la chiaroveggenza, così come altri poteri, anche senza aver compiuto un reale processo alchemico, ma semplicemente dedicandosi a particolari tecniche, dette « acque corrosive ». Tuttavia i poteri così ottenuti appartengono ancora all'Io, alla personalità, la "macchina biologica" e non ancora all'anima.
È importante che le frasi "Amate i vostri nemici" (Mt 5,44), "Non sia fatta la mia, ma la Tua volontà" (Lc 22,42) e "Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la Sua opera" (Gv 4,34) impregnino la coscienza dell'aspirante già dall'inizio del suo percorso. Queste affermazioni incarnano infatti l'essenza dell'Ars Regia, dall'Opera al Nero fino all'Opera al Rosso, che sarà affrontata più innanzi e che costituisce il compimento ultimo dell'Opus Magnum. L'intera Scienza dei Maghi si fonda su tali pilastri.
Più in particolare "Amate i vostri nemici" (Mt 5,44) riassume occultamente l'Opera al Nero, l'Opera al Bianco e l'Opera al Giallo. Le altre due frasi riassumono l'Opera al Rosso: la cristificazione della materia.
Polarizzare quotidianamente la propria esistenza su queste frasi apre un canale alle energie dei piani superiori, che in tal modo possono scendere a coadiuvare gli sforzi dell'allievo, e consente alle entità angeliche di proteggerlo da "presenze sottili" indesiderabili. Il vantaggio di invocare e lasciarsi attraversare dalle forze che agiscono dall'alto risiede nel fatto che esse non combattono sullo stesso piano dell'avversario, come invece è costretto a fare il neofita, che deve lavorare sulla sua personalità con una parte di questa stessa personalità.
L'alchimista che volesse ottusamente concentrarsi solo sull'Opera al Nero - cioè sulla dominazione della natura inferiore - senza badare all'aspetto amore, che si esprime nell'apertura del Cuore e nella volontà di servizio per l'umanità, avrebbe possibilità molto minori di riuscire nella sua impresa, poiché agirebbe senza l'aiuto delle energie provenienti dai piani superiori. Inoltre si ritroverebbe a un dato momento nella « Terra di mezzo » senza alcuna connessione con i mondi spirituali più elevati e le entità angeliche che li abitano. A quel punto, a causa della ristrettezza del suo Cuore, la sua scelta ricadrebbe quasi inevitabilmente sul Sentiero della Mano Sinistra.
Per chi invece combatte contro i draghi protetto dallo scudo di Cristo, nigredo e albedo giungono a compimento in rapida successione.
I risultati sono:
- L'apertura del Cuore e di conseguenza la capacità di spostare a piacere il proprio centro di consapevolezza dall'apparato psicofisico all'anima, quindi l'ingresso in uno stato di coscienza di amore incondizionato verso gli eventi e le persone.
- La produzione dell'Argento, cioè la realizzazione definitiva del corpo mercuriale, o corpo di luce, o « corpo di gloria » - il tempio dell'anima; evento grazie al quale diviene possibile, in seguito al dovuto addestramento, viaggiare nel mondo astrale con il nuovo corpo come veicolo.
- L'immortalità. Alla morte del corpo fisico il Mago è ora certo che resterà in vita, poiché il suo centro di consapevolezza si trova già ora nel corpo causale. Tuttavia questa non è ancora l'immortalità assoluta, in quanto quando l'alchimista si identificherà con l'Uno stesso, anche il corpo dell'anima verrà abbandonato e il corpo dell'Uomo Nuovo sarà l'intera Creazione.
Fonte del testo:
OFFICINA ALKEMICA - l'Alchimia come via per la felicità incondizionata
Salvatore Brizzi, Antipodi Edizioni (2006)